Il Balcone della Sicilia: Centuripe, chiave di volta dell’occupazione insulare angloamericana del 1943

Centuripe ripresa dal satellite. I contorni “urbani” evidenziati in rosso 
mostrano la sua particolarissima forma.

Meravigliosamente aggrappata ad un sistema montuoso tra Catania ed Enna, a poco più di 700 metri sul livello del mare, Centuripe fu definita da Garibaldi, nel 1862, il “Balcone della Sicilia“. Con la sua curiosissima forma, che tanti associano ad una stella marina, altri ad una silhouette umana sdraiata placidamente nell’entroterra della gloriosa Trinacria, questo tesoro italiano permette di godere, dalla sua sommità, di un panorama mozzafiato che spazia dall’Etna alla Piana di Catania con il suo vicinissimo mare. Questo angolo di Sicilia, il cui momento di massimo splendore fu raggiunto tra il III ed il I secolo a.C., in pieno periodo romano, è sempre stato un fondamentale territorio per le sorti dell’intero Paese. Città distrutta da svevi e angioini, nel corso del XIII secolo, rifondata nel 1548 con il nome di Centorbi, ritornò alle sue origini con l’Unità d’Italia per poi diventare centro d’eccellenza della produzione di Zolfo negli anni ’20 del secolo breve, poco prima della sua ultima tragedia vissuta durante la Seconda guerra mondiale.

Panorama parziale di Centuripe (Di Davide Mauro – Opera propria, CC BY-SA 4.0 –
Origine Wikipedia)

Ed è proprio negli anni della tragedia bellica che Centuripe, come già accaduto nel suo passato glorioso, soprattutto in epoca romana, divenne nuovamente chiave di volta sia per le sorti dell’isola, sia per quelle di un’Italia oramai al collasso alla vigilia del cosiddetto Armistizio. Come molti ricordano, prima dell’invasione continentale, quella attuata con lo Sbarco di Salerno del 9 settembre, tra il 9 ed il 10 luglio 1943 gli Alleati avviarono l’occupazione del nostro Paese, nonché l’assalto alla fortezza Europa, approdando nelle aree costiere di Gela, Augusta, Noto e Siracusa, nel sud della Sicilia. La prevista avanzata degli americani da un parte e dei britannici dall’altra, con lo scopo di raggiungere Messina dopo aver cacciato i nazifascisti dal primo più ampio lembo di terra italiano (il primissimo territorio conquistato fu Pantelleria il 13 giugno), si scontrò presto con le poderose linee difensive organizzate da italiani e tedeschi nell’area centrale dell’isola, dove Centuripe rappresentava una fondamentale porta d’accesso propedeutica allo sfondamento della seconda e ancor più strategica barriera difensiva, la Etna Line (o di San Fratello), della quale tutti ricordano le posizioni di Acireale, Adrano e soprattutto Troina. Centuripe dominava in effetti un ampio arco geografico fortificato, centrale e quindi difficilmente espugnabile, formato da una serie di colline a strapiombo coadiuvate da ulteriori alture limitrofe che costituivano una barriera aggiuntiva da conquistare necessariamente prima di arrivare al vero contatto con i reparti italotedeschi, tra cui si ricorda la presenza della famigerata Divisione Hermann Goering, quella delle stragi naziste in Campania.

La ETNA LINE, linea fortificata predisposta da italiani e tedeschi a difesa 
del fondamentale porto di Messina, era ulteriormente “corazzata” da Centuripe 
e dalle sue alture (estratto di una mappa di guerra di pubblico dominio).

Sottoposta a bombardamento già dal 28 luglio ’43, dopo la precedente caduta di Enna, Centuripe fu pesantemente attaccata anche il 1 agosto insieme al vicino Regalbuto, paesino totalmente spianato dagli aerei angloamericani per vincere l’accanita resistenza delle posizioni tedesche e stringere d’assedio i capisaldi centuripini. I britannici, in particolar modo i reparti di Fucilieri Reali Irlandesi, affrontarono un’opposizione tedesca talmente accanita da costringere i due schieramenti a combattere casa per casa fino a portare gli scontri tra le tombe del locale cimitero.

La cosiddetta Battaglia di Centuripe, preambolo di altri famosissimi combattimenti come quelli di Adrano e Troina, fu inizialmente cruenta ma, verificate le condizioni del fronte alleato che avanzava rapidamente verso Messina, dalla Piana di Catania all’Etna fino alle Caronie (nel nord dell’isola), i vertici nazisti si resero conto che caduta Cherry Ripe, così chiamata dai soldati anglosassoni che non riuscivano a pronunciarne il nome italiano, si sarebbe presto perso il controllo della Sicilia nonostante la presenza della già citata Etna Line. Centuripe, quindi, divenne il fattore decisivo, la chiave di volta per far avviare la compilazione dei piani di ritirata sul continente ai nazifascisti, piani poi rapidamente realizzati con la smobilitazione di Messina, una ritirata ancora oggi inspiegabilmente incontrastata da parte degli Alleati. Non a caso, dopo l’attraversamento dello Stretto e la risalita della Calabria, gli stessi reparti tedeschi si attestarono su quelle corazzatissime linee fortificate che, dallo sgombero di Napoli, città sollevatasi contro il III Reich durante le “4 giornate” (27-30 ottobre ’43, con ingresso dei primi reparti britannici solo il primo di ottobre), furono costruite nell’alto casertano e a ridosso di Montecassino. Centuripe cadeva quindi il 4 agosto dell’Annus Terribilis, proprio mentre Napoli diventava terreno sperimentale della strategia del terrore con il più devastante bombardamento mai subito da una città italiana, evento che diede immediatamente vita alle trattative per ciò che ci ostiniamo ancora oggi a chiamare Armistizio, firmato esattamente un mese dopo a Cassibile in Sicilia, tra il 3 ed il 4 settembre di un funesto ma decisivo 1943.

Men of the 6th Inniskillings, 38th Irish Brigade, searching houses during mopping up operations in Centuripe, Sicily, August 1943. NA5388.jpgUomini della Irish Brigade britannica controllano le case di Centuripe dopo la 
ritirata dei reparti italiani e tedeschi, Sicilia, agosto 1943 
Immagine di pubblico dominio dell’IWM, usata in questo blog senza fini 
commerciali/di lucro).

Durante i bombardamenti ed i combattimenti tra le strade di Cherry Ripe, oltre a tante vite umane, si persero testimonianze di un territorio che già nell’Età del Ferro era occupato da una serie di villaggi, poi passato sotto la fiorente colonizzazione greca, fino ad elevarsi a civitas immunis ac libera sotto il periodo romano, esentata da tasse e oboli vari come testimoniato dal grande Cicerone. Un centro di fondamentale importanza storica, archeologica e culturale che dal cuore della Trinacria è sempre stato capace di dare un’impronta ferma e decisiva agli eventi italiani. Quando lo visiterete, chiedendovi ancora una volta se assomiglia più ad una stella marina o ad un uomo steso sui monti siciliani, ricordatevi che a Centuripe si è fatta la storia.

 

Author Giuseppe Russo – Tutti i diritti riservati © agosto 2021 Riproduzione vietata

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