Historicus, al confine tra Lazio e Campania, uno dei musei di guerra più interessanti d’Europa.


Secondo l’ICOM, l’International Council Of Museums, i musei sono «un’istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente […e…] le espone per scopi di studio, educazione e diletto», una perfetta definizione tecnica cui l’Italia ha aderito integralmente, nel dicembre 2014, aggiungendo, però, la fondamentale precisazione di una necessaria azione di promozione e conoscenza presso il pubblico e la comunità scientifica. Un’indicazione che purtroppo non sempre viene pienamente rispettata se, nonostante i quasi 5000 musei censiti nel Bel Paese, tra poli nazionali e strutture di iniziativa e competenza comunale, provinciale, regionale, religiosa, associativa o privata, molti di questi luoghi della memoria sono poco pubblicizzati dal marketing nazionale. Anche in Campania, regione tra le più ricche di beni culturali nel panorama italiano, esistono diverse interessanti realtà spesso conosciute e frequentate più da turisti stranieri che dai nostri concittadini. La causa di questa stortura è, come detto, una poco oculata informazione storica, turistica e culturale, spesso saturata dai mass media solo con le magnificenze dei “grandi attrattori culturali”. Giusto, se consideriamo anche la rilevante quota di PIL mossa da questo comparto, ma non si devono dimenticare, o rendere evanescenti, le numerosissime perle che compongono il quadro complessivo di uno dei paesi culturalmente più straordinari al mondo. Da queste pagine ho già raccontato di altre eccellenze come la Casa Museo Académie Vitti ad Atina (Fr), il Museo Quelli della Karin di Subbiano (Ar), il Bunker del Monte Soratte (Roma), il Parco della Memoria Storica di San Pietro Infine (Ce) o il Museo La Tratta di Copparo (Fe), incredibili contenitori di storie da toccare con mano, luoghi non di mero “polveroso” ricordo, piuttosto veri e propri cortometraggi in tre dimensioni in cui calarsi con tutti i sensi. Come direbbe il Principe De Curtis «altro che realtà virtuale…ma mi faccia il piacere!». Tra i numerosi siti che raccontano chi eravamo e cosa eravamo, soprattutto durante il periodo più buio del nostro passato, quello della Seconda guerra mondiale, entra di diritto per bellezza, divulgazione e importanza della narrazione storica, uno dei più interessanti musei di guerra d’Italia e d’Europa, il Museo Historicus di Caspoli, verdissima frazione di Mignano Monte Lungo (Ce), uno dei luoghi più ameni di quella parte della provincia di Caserta che va ad abbracciare il basso Lazio e l’altrettanto famosa area del cassinate.

Museo Historicus CaspoliUna delle sale del Museo Historicus di Caspoli (Mignano Monte Lungo – CE)

In questa struttura, circondata da spettacolari odori e rumori della natura, Angelo Andreoli e la moglie Maria Cristina Verdone, ideatori dell’omonima associazione e del relativo museo, sorto nel 2006, accolgono da anni turisti provenienti soprattutto da Usa, Gran Bretagna, Canada e altri paesi esteri, sostanzialmente da quelli che parteciparono alle operazioni belliche in Italia, raccontando al pubblico gli eventi, le testimonianze e gli oggetti personali di tutti quegli uomini che nell’area di Mignano si resero protagonisti della lunga e difficile pagina storica della guerra nell’alto casertano, quella dei sanguinosi scontri verificatisi prima dello sfondamento della Linea Gustav e l’avanzata definitiva degli Alleati verso Roma. Nelle sale del museo i due attivissimi coniugi, che tra l’altro cercano continuamente  i tanti reperti bellici gelosamente occultati dalla montagna, hanno ben strutturato la narrazione di quel periodo attraverso la puntuale esposizione di divise, armi, munizioni, dotazioni militari e foto d’epoca, con un focus più incisivo sulle battaglie che si consumarono proprio a Mignano Monte Lungo dopo la disastrosa resa incondizionata dell’8 settembre ’43, tra cui quelle in cui il riorganizzato nuovo nucleo dell’Esercito Italiano, cobelligerante con gli americani, offrì il proprio sangue per ridare onore a tutti i diffamati e colpevolizzati italiani (Battaglia di Monte Lungo).

Una postazione britannica perfettamente ricreata, con materiali originali, 
nel Museo Historicus.

Tra l’altro questo attivissimo luogo di cultura e storia è stato spesso protagonista di diversi documentari e servizi giornalistici, sia della stampa nazionale che di quella internazionale. Recentemente, ad esempio, la struttura è stata coinvolta direttamente nelle riprese di un documentario dal titolo “Gary Lineker: my grandad’s untold war”, nel quale Gary Lineker, ex calciatore della nazionale inglese, ha raccontato ciò che accadde a suo nonno durante la Seconda Guerra Mondiale, riscoprendo le storie inedite dei soldati che combatterono al suo fianco in un entusiasmante viaggio attraverso il passato. Il programma, andato in onda sulla BBC, ha coinvolto testimoni d’eccezione tra cui William Earl, ufficiale medico dell’esercito inglese, nonché Stanley Ellis, soldato dei Royal Fusiliers, già ospitato dal Museo Historicus e tornato nel 2017, dopo 75 anni, sul luogo della battaglia per la conquista di Monte Camino.

Le riprese del documentario “Gary Lineker: my grandad’s untold war“, andato 
in onda sulla BBC nel 2020.

Il Museo Historicus, però, non si limita a ricordarci il tremendo periodo della WW2, ma con un intelligente salto temporale, in alcune affascinanti sale, ci riporta anche agli anni del brigantaggio post unitario, evidenziando una questione italiana ancora oggi molto discussa tra storici, istituzioni e cittadini del Sud nel tentativo di chiarire realmente le radici del fenomeno e, di conseguenza, provare a definire la vera storia di una “Unità” contestata praticamente da oltre 150 anni.

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Maria Cristina Verdone negli abiti della famosa brigantessa Michelina Di Cesare. 
Oltre alle attività museali, i coniugi Andreoli sono impegnati in varie 
rievocazioni storiche relative al Brigantaggio e alla WW2.

Il Museo Historicus è un libro pop-up, come direbbero i nostri bambini, un luogo che emoziona e vale la pena di accogliere nel proprio bagaglio culturale. I grandi attrattori non scapperanno di certo. E già che ci siete passate a visitare il magnifico Castello di Mignano Monte Lungo, un gioiello con una storia che lo collega alla famiglia Guinness, quella del libro dei primati. Ma di questo ne parleremo prossimamente. Buona visita a tutti!

Author Giuseppe Russo – Tutti i diritti riservati © settembre 2021 Riproduzione vietata

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