Il film consigliato:  E’ stata la mano di Dio.

Articolo di Fiore Marro.

Il film consigliato: E’ stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino.

Cast: Filippo Scotti, Tony Servillo, Renato Carpentieri, Luisa Ranieri.

È stata la mano di Dio è il film più profondo del regista napoletano, una cronaca delle origini che abbraccia il mito senza disunirsi quasi mai e cedere alle lusinghe della celebrazione fine a se stessa.

 È un ritorno a casa via mare che racconta di una fuga via terra, un’autobiografia che diventa un ritratto generazionale, un album dei ricordi e una diapositiva di una città complessa e contraddittoria come Napoli, un luogo senza tempo sospeso tra il mare e Maradona.

Una carrellata di personaggi che rimarranno a nostro sommesso avviso, scolpiti per sempre nella storia del cinema, su tutti la Signora Gentile interpretata dalla bravissima Dora Romano, o lo zio avvocato Alfredo, recitato da un eccellente Renato Carpentieri, e Ciro Capano a cui è spettata la parte di Antonio Capuano, primo maestro di cinema di Sorrentino, ma tutti gli attori hanno dato il meglio di loro stessi Servillo in testa. 

Una sequenza di storie agrodolci con estremi talvolta raccapriccianti e spesso paradossali, dove si intreccia il sacro con il profano, il pianto con il riso, la tragedia con l’ilarità, così come è Napoli nella sua interezza.

 E’ stata la mano di Dio è una commedia tragica, sensibile e lacerante, che segue il ritmo delle onde del golfo per raccontare attraverso il surreale processo di formazione di Fabio Schisa l’elaborazione di un lutto e l’esigenza di fare cinema. 

È un film che del mare di cui si fa cornice prende il ritmo, la corrente e i colori e di Maradona ha la ricerca del gesto, che per una volta non è fine a se stesso, ma necessario allo scopo.

 È stata la mano di Dio è un film dedicato a chi vuole capire Napoli, a chi non si vergogna di ritrovarsi a ridere delle cose più tragiche e a chi vuole sapere perché delle cassette del walkman che Fabietto porta sempre con sé noi non sentiremo nulla fino a quando suonerà l’unica canzone possibile, prima di riconsegnare i ricordi al beccheggio di una barca. 

Dal mare, al mare.

Con un finale che si rifà ai film di Fellini, che non disdegna però di  raccontare la napoletanità attraverso la presenza magica e benaugurante del Monaciello .

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