Ciancaione: “Nuovo vincolo paesaggistico e conferma riduzione riserva del Borsacchio a 24,7 ettari. Un regalo del centro destra regionale”

Roseto – “Durante la seduta del consiglio regionale del 16 Dicembre, esordisce la consigliera Rosaria Ciancaione, capogruppo dei Liberi Progressisti, “Il consigliere Emiliano Di Matteo e il Presidente Marsilio della Regione Abruzzo di Cdx  si gloriavano, per giustificare il quasi azzeramento della Riserva del Borsacchio da 1.140 a 24,7 ettari, di aver creato un nuovo vincolo paesaggistico su  ben 1.774 ettari del nostro territorio,   che comprende tutto il perimetro residuale collinare  della Riserva,    ma  anche le colline di Colle Vraddo  che aprono  lo sguardo sul fiume Tordino e le frazioni di Montepagano e di Cologna Paese”.

“Pensiamo che il cdx regionale sia  un tantino confuso”,  intervengono  Marco Tritella (M5S), Mario Mazzoni e Donatela Di Cesare (AVS), Marco Palermo (PRC), Marco Sacchetti e Paola Aloisi (Gruppi Civici Progressisti), “visto che il nuovo vincolo  non sostituisce affatto quello ambientale sulle  aree protette/biodiversità e, soprattutto, riteniamo agisca senza conoscere le esigenze di un’intera collettività, senza tenere conto delle conseguenze pesanti che questo ennesimo  scellerato intervento a gamba tesa sul nostro territorio comporterà per cittadini e cittadine rosetani; per riparare, cioè,  a una legge sbagliata,  oltre che incostituzionale, la pezza, si rivela peggiore del buco e chi ci rimetterà saranno tutti i rosetani, a partire dagli agricoltori che il cdx dice  di voler tutelare”.

 

E’  incredibile come in una scelta politica che investe ben 1.774  ettari di  territorio il cdx regionale  non abbia pensato alle conseguenze che un qualsiasi cittadino debba subire  per ottenere un titolo edilizio  (permesso di costruire, SCIA, CILA).

 

“Eppure”, riprende la consigliera, “non voglio pensare che il  cdx regionale non sappia  che con il nuovo vincolo paesaggistico introdotto con delibera della Giunta Regionale n. 662/2025, occorra   prima la compatibilità paesaggistica in base alle previsioni recate dallo   specifico codice e, quindi,  l’area di libertà per intervenire sull’immobile/terreno si  riduce  di molto,  perché la tutela del paesaggio ha priorità e, quindi,  ogni progetto sarà valutato anche in base all’impatto visivo, ambientale e paesaggistico.

 

Pure per  interventi “semplici”,  ma che possano  alterare l’estetica o l’assetto del paesaggio, come  recinzioni, spostamenti di terreni, nuovi manufatti, modifiche degli accessi, interventi agricoli rilevanti, necessita l’autorizzazione paesaggistica (da subito, visto che sono già in vigore le norme di salvaguardia), prima di presentare il progetto per ottenere il titolo  edilizio.

 

Il povero cittadino dovrà, in pratica,  affrontare maggiori costi  per incaricare un tecnico per la preliminare autorizzazione paesaggistica (bene che vada si parla di un migliaio di euro)  cui seguiranno altri costi per la Comunità, visto che il comune dovrà istruire e relazionare alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di  l’Aquila,  con impiego di maggiori risorse umane e strumentali  e, questa,  dopo la necessaria istruttoria,  rilascerà l’autorizzazione libera  o condizionata,  dalla  quale sarà possibile proseguire nell’iter edilizio.

 

Ovviamente, ci saranno ancora maggiori costi per il progetto che si presenta più complesso, senza considerare i tempi che si allungano di tanto,  perché ad eccezione degli  interventi semplici, per cui dopo 20 giorni  scatta il silenzio-assenso, per tutti gli altri occorre attendere l’autorizzazione e, ad oggi, per Roseto risultano  pratiche inviate da tempo  per cui non c’è ancora alcun riscontro.

 

Alla luce di tutto questo, al presidente Marsilio ribadiamo che a Roseto non ci sono estremismi né integralismi né propaganda mistificatoria né atteggiamenti ostruzionistici,   e che noi  continueremo  la nostra battaglia”, conclude la consigliera,  “tenendo la schiena dritta,   per  eliminare questo nuovo assurdo vincolo paesaggistico su 1.774 ettari del nostro territorio e anche per riavere la Riserva di 1.140 ettari; nessuno pensi che Roseto si arrenda!”

 

Gruppo consiliare liberi progressisti:

MoVimento 5 Stelle

Alleanza Verdi e Sinistra

Partito della Rifondazione Comunista

Un’Altra Idea di Roseto

 

 

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