Malagò nuovo presidente della FIGC: “Al lavoro subito”. Inizia una nuova era per il calcio italiano

Il calcio italiano riparte da Giovanni Malagò. L’ex presidente del CONI è stato eletto nuovo numero uno della FIGC con il 68,58% dei voti dell’assemblea federale, raccogliendo il testimone di Gabriele Gravina e assumendo la guida di un movimento chiamato a reagire dopo una delle pagine più difficili della sua storia recente: la mancata qualificazione ai Mondiali che ha portato alle dimissioni del precedente presidente.
Romano, 67 anni, imprenditore e dirigente sportivo di lungo corso, Malagò è stato per oltre un decennio il volto dello sport italiano alla guida del CONI, accompagnando il Paese verso importanti successi internazionali e contribuendo all’assegnazione dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026. Ora la sfida più complessa della sua carriera: rilanciare il calcio italiano e restituire credibilità e competitività alla Nazionale.
Nel suo primo intervento da presidente federale, Malagò ha indicato la strada da seguire. “Il professionismo deve riconoscere il valore della base, il dilettantismo deve essere liberato da pesi amministrativi sproporzionati, le Leghe devono trovare nella FIGC un interlocutore forte ma non invasivo”, ha spiegato, delineando una federazione capace di essere non solo autorità regolatoria ma anche motore strategico e punto di riferimento per tutto il sistema calcio.
Grande attenzione sarà dedicata alla Nazionale. Tra gli obiettivi principali figura la ricostruzione di un percorso tecnico condiviso tra settori giovanili, club e rappresentative azzurre. Coverciano dovrà diventare sempre più il centro nevralgico della crescita tecnica del movimento, con l’obiettivo di valorizzare il talento italiano e ridurre la dispersione dei giovani prospetti.
Sul tema più atteso, quello del nuovo commissario tecnico, il neo presidente non ha voluto sbilanciarsi. “Sono appena stato eletto. Stimo Mancini, apprezzo Baldini ma è davvero troppo presto per parlarne”, ha dichiarato, lasciando intendere che la scelta sarà affrontata nei prossimi giorni insieme al ministro dello Sport Andrea Abodi. Tra le ipotesi per il futuro, anche quella di affidare il progetto Club Italia a un ex azzurro.
Nel corso dell’assemblea ha preso la parola anche Gabriele Gravina, che ha salutato la Federazione rivendicando il lavoro svolto negli anni della sua gestione. “Lascio con la coscienza pulita”, ha dichiarato l’ex presidente, definendo le proprie dimissioni una scelta “convinta, meditata e molto sofferta”. Gravina ha sottolineato come le difficoltà del calcio italiano non possano essere risolte soltanto con un cambio ai vertici, ma richiedano riforme profonde, investimenti nei vivai e una collaborazione più efficace tra istituzioni sportive e politica.
Per Malagò il tempo delle celebrazioni è già finito. La scelta del nuovo ct rappresenterà il primo banco di prova di una presidenza che nasce con aspettative altissime. Ma il compito più importante sarà quello di ridisegnare il futuro del calcio italiano, restituendo fiducia a un movimento che da troppo tempo fatica a ritrovare la propria identità. La nuova era della FIGC è ufficialmente iniziata.
