Quando l’eccellenza incontra l’umanità: il valore della Chirurgia Vascolare Mininvasiva di Chieti

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In sanità si parla spesso di innovazione tecnologica, di protocolli clinici e di risultati chirurgici. Esiste però un elemento che, pur non comparendo nelle statistiche, continua a fare la differenza tra una buona cura e un’esperienza di autentica assistenza: l’umanità. È proprio questo il tratto distintivo che molti pazienti riconoscono alla Divisione di Chirurgia Vascolare dell’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti, dove opera il dottor **Franco Fiore**, responsabile della Chirurgia Vascolare Mininvasiva, insieme a un’équipe che rappresenta una delle realtà di riferimento del territorio. La professionalità di un medico si misura certamente nelle competenze, nell’esperienza e nella capacità di affrontare interventi complessi. Ma, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità, il paziente ricorda anche altro: uno sguardo rassicurante, una spiegazione chiara, il tempo dedicato all’ascolto, la disponibilità a rispondere alle domande e la sensazione di non essere mai lasciato solo. Sono aspetti che emergono con forza dalle testimonianze di chi ha attraversato quel reparto. Tra queste vi è quella di una madre che, nel cuore della notte, arriva a Chieti con la propria bambina, gravemente ferita a un braccio dopo aver cercato assistenza senza successo altrove. La situazione richiede un intervento urgente. Il personale attiva la reperibilità e il dottor Fiore raggiunge immediatamente l’ospedale. Dopo ore di sala operatoria, l’intervento si conclude positivamente, restituendo alla famiglia la speranza e la serenità che sembravano perdute. È uno degli episodi che raccontano quanto, dietro ogni turno di reperibilità, vi siano professionisti pronti a interrompere la propria vita privata per garantire continuità assistenziale ai pazienti. Ma l’eccellenza non si esaurisce in sala operatoria. Ogni giorno il reparto vive di visite, controlli, confronti multidisciplinari e decisioni terapeutiche condivise. Medici, infermieri e operatori sanitari affrontano con competenza una mole di lavoro importante, mantenendo elevati standard organizzativi e assistenziali. In questo contesto il rapporto umano assume un valore determinante: ogni paziente porta con sé paure, dubbi e aspettative che richiedono non solo risposte cliniche, ma anche attenzione e rispetto. Lo stesso Enzo Marzano, autore del testo da cui nasce questa riflessione e paziente del reparto, racconta di aver conosciuto il dottor Fiore nel 2020, durante il percorso che lo avrebbe portato ad affrontare un delicato interento per un aneurisma dell’aorta addominale.
Ciò che più lo colpì non fu soltanto la preparazione del chirurgo, ma la capacità di spiegare con semplicità ogni fase dell’intervento, illustrando il percorso terapeutico con chiarezza e mettendo il paziente nelle condizioni di comprendere realmente ciò che stava accadendo.
Una comunicazione semplice, trasparente e rispettosa rappresenta infatti uno degli strumenti più efficaci per ridurre l’ansia e costruire un rapporto di fiducia tra medico e paziente.
Questa esperienza offre anche l’occasione per una riflessione più ampia sul sistema sanitario.
Accanto a tante realtà di eccellenza, non mancano situazioni in cui i cittadini percepiscono carenze organizzative, tempi di attesa e una comunicazione poco empatica. È proprio in questi contesti che emerge quanto la componente umana possa incidere profondamente sulla qualità delle cure.
L’umanità non richiede investimenti economici né tecnologie sofisticate. Richiede ascolto, disponibilità, rispetto e consapevolezza che, prima ancora della malattia, ogni persona porta con sé una storia, una famiglia e la paura del futuro. Quando competenza scientifica ed empatia riescono a convivere, la medicina raggiunge la sua espressione più alta. La Divisione di Chirurgia Vascolare Mininvasiva dell’Ospedale “SS. Annunziata” di Chieti rappresenta, secondo le testimonianze di numerosi pazienti, un esempio di questo equilibrio: un luogo in cui professionalità, organizzazione e attenzione alla persona si incontrano, ricordando che la vera eccellenza non consiste soltanto nel curare una patologia, ma nel prendersi cura della persona nella sua interezza.

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