Riforma del sistema idrico, D’Alberto: non è che la conferma della volontà di questa maggioranza regionale di sacrificare il teramano per il benessere di altri territori.

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Riforma del sistema idrico, D’Alberto: “Il documento rimesso da ERSI, che propone la suddivisione in due sub ambiti, peraltro palesemente squilibrati sotto diversi aspetti, non è che la conferma della volontà di questa maggioranza regionale di sacrificare il teramano per il benessere di altri territori”.
“La riforma del servizio idrico abruzzese nasce con l’obiettivo dichiarato di aumentare equità territoriale ed efficienza gestionale. Eppure, ancora una volta, il territorio che viene maggiormente penalizzato, in tutti gli scenari, continua ad essere quello teramano. E questo, oltre che ingiusto, è paradossale. Pur essendo ad oggi il territorio maggiormente virtuoso, sia in termini tariffari che tecnici, compreso l’aspetto delle perdite di rete, di fatto sarà chiamato a sopportare sacrifici al fine di riequilibrare la situazione di un territorio, quello aquilano, i cui gestori, rispetto la Ruzzo Reti, sono entrambi più costosi e meno performanti. E questo in una situazione in cui la regola di governance dell’ASSI, basata sulla presidenza del Comune più popoloso e non della provincia più popolosa, avrà come effetto quello di una perdita di peso decisionale da parte del Teramano e quindi proprio del territorio più virtuoso”.
Così il Sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che interviene nuovamente sulla riforma del
sistema idrico e in particolare sul documento rimesso in questi giorni da ERSI alla Regione, che individua la suddivisione del territorio in due sub ambiti con l’aggregazione dei relativi gestori: quello “Gran Sasso”, che accorperebbe Ruzzo Reti, GSA e CAM, con 118 comuni, compresi quelli della Valle Subequana, 470.204 residenti serviti e 786.638 abitanti complessivi includendo i fluttuanti, e quello “Maiella-Morrone”, che accorperebbe ACA, SASI e SACA con 181 comuni, di cui sei della provincia di Teramo, 832.195 residenti serviti e 1.275.902 abitanti complessivi con i fluttuanti.
Un percorso che, nella proposta avanzata da ERSI, passa per una fase consortile prima della fusione societaria formale dei relativi tre gestori per sub ambito in due SPA.
“Il documento dell’ERSI non tiene assolutamente conto delle diverse situazioni di partenza,
disegnando due sub ambiti che sono squilibrati sotto diversi aspetti e dove Teramo risulta la provincia maggiormente penalizzata – sottolinea il primo cittadino – tra i punti più rilevanti, in questo senso, c’è il peso dei gestori “forti” nel fatturato di ciascun polo. In entrambi i poli, infatti, confluisce un solo gestore provinciale forte accanto a gestori “sub-provinciali” più deboli — ACA nel polo Maiella-Morrone e Ruzzo Reti nel polo Gran Sasso – ma con un peso relativo diverso. Il risultato è che nel polo Gran Sasso sarà molto più difficile “diluire” comodamente le fragilità interne e così un’aggregazione centrata sull’Aquilano, che è la direzione in cui si sta andando, si ripercuoterà ancora una volta sulla provincia teramana”.

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