Garante dei disabili, avv. Paolo Colombo: “I minori con disabilità nel Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza”.

Il Nuovo Piano Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza è stato adottato nel mese di maggio dello scorso anno dall’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, è stato approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei Ministri e dovrà ora essere adottato tramite un Decreto del Presidente della Repubblica. Questo è un passo nella giusta direzione – in attesa dell’attuazione e della valutazione – con i bambini e i ragazzi protagonisti. 

Infatti, la partecipazione dei bambini e dei ragazzi è la grande novità del Piano, poiché il loro punto di vista e le loro opinioni sono state prese in considerazione. Utilizzando pertanto, le Linee Guida nazionali sulla partecipazione, viene garantito loro un ruolo nell’attuazione e nella valutazione del Piano stesso. 

Le misure previste rispondono alle raccomandazioni che l’Italia ha ricevuto nel 2019 dal Comitato ONU sui Diritti dell’Infanzia, utilizzando l’Agenda ONU 2030 come orizzonte di riferimento e il percorso proposto dalla Commissione Europea con il cosiddetto “Child Guarantee” (sistema europeo di garanzia per i bambini vulnerabili), per assicurare un’attenzione ai bambini e agli adolescenti più vulnerabili. 

In tal senso, va sottolineato che nel Piano sono numerosi i riferimenti ai minori con disabilità, nonché gli “incroci” con la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità che, com’è noto, dedica tra l’altro uno specifico articolo (il VII) proprio ai minori con disabilità.  

Più in generale, le azioni previste afferiscono sostanzialmente a tre diversi ambiti:

  1. L’educazione con misure sul sistema integrato 0-6 anni: sulla corresponsabilità tra scuola, studenti e famiglia, sulla promozione del benessere fisico e psicologico e per rinforzare gli organici dei servizi e aggiornare i percorsi di studio;
  2. L’equità che viene declinata con azioni per il contrasto alla povertà minorile, le opportunità educative per l’inclusione sociale, per i servizi di cura, tutela e protezione e misure di protezione anche dagli abusi e dai maltrattamenti;
  3. L’empowerment, con la previsione di azioni di sistema per favorire il protagonismo dei bambini e degli adolescenti, quelle per la costruzione di comunità educanti e per programmare e valutare le politiche pubbliche, oltre che la promozione della salute materno infantile.  

Tutte tematiche che si connettono strettamente alla situazione di bambine, bambini e adolescenti con disabilità individuati per definizione come “i più vulnerabili tra i vulnerabili”. 

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